Siamo in pieno Exodus: mercoledì 26 luglio ha visto salire sul palco degli Echi della migrazione il poliedrico Simone Zanchini e la sua fisarmonica.

“Fare un festival musicale non significa astrarsi dalla realtà”. Così ha introdotto questo terzo appuntamento Adriano Pedini, la mente organizzatrice del Festival Fano Jazz by the Sea, presentando Zanchini. Musicista con curriculum di tutto rispetto, diplomato al conservatorio “Rossini” di Pesaro con il maestro Sergio Scappini, ha girato il mondo suonando con musicisti di ogni provenienza ed estrazione insieme alla sua fisarmonica. “Strumento popolare per eccellenza, lo strumento del viaggio”, così introduce la sua Ottavianelli, progettata da sé e realizzata nelle forge musicali di Castelfidardo, dove “fanno le migliori del mondo” e da dove vengono anche spedite in tutto il mondo. Non è solo questo il legame col viaggio ed il motivo della partecipazione di Zanchini ad Exodus: oltre la sua storia personale fatta di viaggi ed incontri musicali nei paesi più disparati, Simone, in stivali col tacchetto marrone e fisarmonica abbinata – ricorda un po’ un gaucho argentino – ci invita in un viaggio sonoro da un genere all’altro, mischiandone le note, confondendole tra loro e riuscendo sempre a cavalcarle con una chiarezza nitida, dono di pochi.

Prima di cominciare Zanchini ci augura una buona migrazione musicale, tutta d’un fiato perché non ama le pause, e la migrazione comincia: la fisarmonica produce insieme a lui un fischiettio delicato, fresco ed arioso, che diventa presto un organo solenne, torna delicato in un motivetto di felliniana memoria per poi trasformarsi magari in un tango, magari in un Take Five o una sonata brasiliana con sottofondo elettronico. Un “Quasi acustico” – nome del suo progetto – che si ascolta davvero tutto d’un fiato, in cui troviamo il tango e la musica classica, note gipsy e stacchi balcanici. Zanchini è un musicista straordinario, con un’esperienza alle spalle ben manifesta, evidente nel suo stile e nella spigliatissima capacità d’improvvisazione con cui tiene le redini di tutte le variazioni e le varianti di citazioni colte ed extra-colte che conduce davanti al pubblico. Citazioni che si inseguono per tutto il concerto, si cerca di indovinarle ed è un gioco piacevolissimo al quale vi invitiamo calorosamente a partecipare.

Una vera e propria migrazione da un genere ad un altro, da un mondo ad un altro, da una realtà all’altra, le realtà che viviamo e che sono parte integrante della forma d’arte che ci accompagna fin dagli albori della vita, la musica.

Buona migrazione dunque, e ricordiamo che potrete continuare ad ascoltarne gli echi anche questa sera (27 luglio), sempre sul palco di Exodus, insieme a Paolo Angeli e la sua chitarra sarda preparata. Dalle 18:30 presso la pinacoteca San Domenico.

Autore: Luca Marconi 
Foto: Mirko Silvestrini

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