“Una piazza vuota è come un film senza musica. Gli manca l’anima”

Diamo il via oggi ad una rubrica nuova che speriamo possa essere di vostro gradimento. Abbiamo deciso di proporvi un argomento insolito e poco affrontato del panorama culturale. Vi parleremo di musica da una prospettiva diversa, indagando un settore in realtà molto presente nella vita quotidiana, ma al quale, spesso, non viene attribuita la giusta importanza. “Quale?” – vi starete chiedendo. Vi rispondiamo subito: il meraviglioso mondo della musica da film. 

Lo spunto per scegliere questo ambito del vasto universo musicale, e dunque di intraprendere un viaggio che riteniamo affascinante e ricco di suggestioni, ci è venuto proprio in questi giorni difficili che stiamo vivendo. Tutto è cambiato. Le rigide misure restrittive, infatti, ci impongono di restare chiusi in casa, di essere separati, lontani gli uni dagli altri, a discapito dell’armonia che continuamente cerchiamo di raggiungere stando insieme agli altri, attraverso relazioni sociali che ci fanno sentire completi.

Ecco, è un po’ come se ad un film, tutt’un tratto, venisse tolta la musica. Non è più la stessa cosa! Riuscite a immaginare, ad esempio, il capolavoro di Federico Fellini 8 ½ senza l’indimenticabile marcetta composta dal Maestro Nino Rota? O gli straordinari western di Sergio Leone senza il fischio e la tromba di Ennio Morricone?

Abbiamo pensato, allora, che anche la musica da film, in questo periodo di quarantena, debba momentaneamente separarsi dalle immagini. E detto tra noi è anche un’occasione di riscatto per un’arte che sovente viene vista come accessoria, ma che in realtà rappresenta una componente indispensabile per la realizzazione di un film. 

Da tali considerazioni, in fondo, nasce l’idea di questa rubrica, che avrà cadenza settimanale e che cercherà di allietarvi con l’ascolto e con il commento delle partiture più rappresentative nostro cinema. Precisiamo: “nostro”, perché in questo momento di difficoltà, nel quale si riscopre l’orgoglio di appartenere a un grande Paese, riteniamo giusto dare la precedenza ai compositori italiani, quegli stessi che tutto il mondo ci invidia.

Ad incoraggiarci sulla bontà di questa iniziativa è un video apparso sul web e che negli ultimi giorni ha riscosso un successo enorme. Dall’alto di un terrazzino che domina piazza Navona, a Roma, vediamo un giovane chitarrista eseguire magistralmente il tema di Deborah, tratto da “C’era una volta in America”. Le note del Maestro Morricone, che in questo caso non necessitano di commento, si impongono solenni e piene di speranza.

Ve lo proponiamo perché ci sembra di buon auspicio incominciare da qui. Buon ascolto!

Ideato da Michelangelo Cardinaletti
Storyteller: Fabrizio Ricciardi
Editing: Nicola Mariani