La Vivere Verde Onlus come non l’avete mai vista

Per la prima puntata di “Prospettive: il sociale si racconta in radio” abbiamo avuto il piacere di intervistare il Vice Presidente e co-fondatore della Coop. Soc. Vivere Verde Onlus riguardo la storia, le attività e la filosofia di una delle più attive realtà della provincia che dal 2013 si occupa del sociale grazie al lavoro di molti professionisti.


Che cos’è la Vivere Verde Onlus?

La Vivere Verde Onlus è una cooperativa sociale specializzata nell’area dei minori, con servizi residenziali, semi residenziali e domiciliari nell’area che va da Pesaro ad Ancona, fino a Fabriano.

Quali attività svolgete?
Gestiamo delle comunità per minori, dei servizi residenziali in cui i ragazzi passano il tempo dopo la scuola, e dei servizi di assistenza a domicilio. Alla base del nostro lavoro c’è il PEI, il progetto educativo individualizzato, che viene sviluppato dal gruppo di lavoro insieme al ragazzo ed è il punto di partenza poi del lavoro che viene svolto nel tempo. Alla formazione del PEI contribuiscono psicologi, educatori e tutte quelle professionalità che possono essere utili al raggiungimento degli obiettivi. Puntiamo molto sulle attività teatrali, sportive e ricreative. A volte gli obiettivi sono difficili da raggiungere e vengono ricalibrati, a volte i cambiamenti sono impercettibili. Lavoriamo per fornire al ragazzo gli strumenti per vivere meglio la vita ed avere più competenze per poter guardare al futuro.

Avete un’area di formazione e ricerca ben strutturata.
Il sociale esiste perché esistono dei problemi e crediamo che lavorando nel settore abbiamo il dovere di prenderceli in carico, o perlomeno tentare di risolverli. Di dare un mano. Per questo abbiamo creato dei gruppi di lavoro, composti da persone che operano nella cooperativa, non tutte necessariamente legate al tema in questione ma con esperienze diverse, per poter ricevere un’opinione inusuale rispetto al dato problema così da proporre soluzioni innovative. Un esempio è il servizio Diurno +, non credo ne esistano di simili in Italia. È un servizio che propone l’intervento dell’educatore o prima della comunità, per valutare se è possibile fare un intervento al fine di evitarla, oppure dopo, perché non è detto che durante il percorso educativo tutto sia andato bene e non si presenti il bisogno di assistenza anche fuori della comunità.

Come nasce la Vivere Verde?
Da un sacco di lavoro: notti insonni, orari continuati dalla mattina fino a tarda sera, sabati e domeniche inesistenti, fino ad arrivare ad oggi, a quello che abbiamo costruito in 5 anni di lavoro, con il pregio però di non averlo trasformato in ossessione ma di averlo fatto rimanere un sogno. Non ci sono riuscito da solo ovviamente, ma con mio fratello Stefano, ed oggi abbiamo la responsabilità non solo degli utenti dei nostri progetti, ma anche di più di 150 dipendenti che hanno contribuito e contribuiscono a portare avanti il servizio prezioso che svolgiamo.

Avete in gestione anche un servizio di accoglienza per richiedenti asilo?
Sì. Abbiamo risposto alla richiesta della Prefettura di Ancona, circa 3 anni fa, di fronte alla necessità di gestire questo tipo di servizio. Abbiamo deciso di affrontarlo con la nostra professionalità, per poter restituire al territorio delle risorse. Così, anziché aprire grossi centri di accoglienza, facilmente trasformabili in ghetti, abbiamo deciso di distribuire il progetto sul territorio, su appartamenti da 5 o 6 persone, autogestiti, dove la presenza dell’operatore consente di risolvere eventuali problemi, favorendo l’integrazione. Tramite l’insegnamento della lingua, percorsi formativi e tirocini, cerchiamo di fornire gli strumenti per interfacciarsi al territorio in maniera autonoma. Ci siamo interrogati a lungo prima di accettare un tale incarico, e ci siamo risposti che sì, ne vale la pena. Il segreto è farsi sempre tante domande, decidere cosa si deve fare confrontandosi con l’esterno e scegliere ciò che è più giusto secondo il gruppo di lavoro. Dare un mano, ecco, relazionarsi con il territorio in maniera propositiva.

Ci vuoi dire qualcosa per concludere?
Ragioniamo sempre in gruppo, cerchiamo sempre di portare una positività al lavoro che viene fatto. Ascoltare tanto, guardare tanto, essere protagonisti e continuare a costruire.

Tracks
1# Barry McGuire – Eve of Destruction
2# Francesco De Gregori – Generale
3# The Talking Heads – This Must Be the Place
4# Tony Joe White – Polk Salad Annie
5# Bob Dylan – Under the Red Sky
6# Red Hot Chili Peppers – Otherside

Programma condotto da Fabrizio Ricciardi
Foto: Mirko Silvestrini
Scritto da Luca Marconi