Lo skateboarding, molto più di uno sport

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La TNT Crew è un’Associazione Sportiva Dilettantistica di Senigallia, attiva nel settore dello skateboarding. Federico Zagaglia, Andrea Marinelli e Giovanni Bevilacqua ci hanno raccontato questa straordinaria realtà, lo stile di vita di uno skater e gli obbiettivi di questo gruppo sempre più numeroso.

   

Ragazzi chi siete esattamente? Raccontateci la vostra realtà.

Oggi siamo un’Associazione Sportiva iscritta alla Uisp che conta numerosi iscritti e tanti appassionati, ma la nostra organizzazione nasce nel 2009, quando lo skatepark delle saline era in stato di abbandono.

Noi ci siamo organizzati con l’intento di riportare lo skateboarding a Senigallia e di riqualificare l’area.

E come è andata?

Nel 2010 abbiamo presentato all’Amministrazione Comunale un progetto che è stato poi parzialmente realizzato nel 2012. Siamo convinti che la riqualificazione della zona Saline passi anche attraverso il completamento dello skatepark. Questo può offrire scenari nuovi ed attuali per la promozione sportiva giovanile della città.

Com’è oggi il vostro rapporto con la città, le istituzioni ed il territorio?

Il rapporto è di grande collaborazione. È stato faticoso toglierci di dosso l’etichetta che molti volevano attribuirci. Lo skater è sempre stato visto come una persona ribelle, dedita all’illegalità.

E invece?

Invece lo skateboarding rappresenta uno straordinario strumento di aggregazione, capace di coinvolgere persone appartenenti a ceti sociali diversi e di età diverse.

Cioè?

Vediamo crescere costantemente il numero di genitori e ragazzini che invadono lo skatepark e le strade della città. È bellissimo vedere bambini che si avvicinano a questo sport ed i genitori che incuriositi li seguono, ci provano ed alla fine si appassionano. Inoltre anche molte ragazze praticano lo skateboarding. Insomma la platea è quanto mai eterogenea.

Ma come nasce la passione per lo skateboarding?

Ognuno ha la sua storia. Il dato comune è la passione per gli sport estremi e l’amore per un’attività dove la competizione svolge un ruolo assolutamente insignificante.

Lo skater è in competizione solo con se stesso, con i propri limiti, con le proprie paure.

Tra l’altro è uno sport che sembra molto pericoloso.

In effetti può esserlo. Ma la prima cosa che si impara è il modo di cadere, di evitare di farsi male.

Ognuno deve poi essere consapevole dei propri limiti e regolarsi di conseguenza. Non bisogna mai strafare.

C’è anche una componente relativa allo stile di vita? Una sorta di filosofia?

L’idea di fondo, per quanto ci riguarda, è quella dell’aggregazione, dello stare bene insieme.

Gli skaters quando si incontrano allo skate park si salutano sempre, anche se non si conoscono.

Cercano di imitarsi l’un l’altro, ognuno apprende qualcosa dagli altri.

Noi crediamo che lo skateboarding al giorno d’oggi sia un mezzo potentissimo per colmare il vuoto sociale ed educativo che le agenzie sportive tradizionali creano nei ragazzi.

Cosa intendete?

Intendiamo dire che gli sport tradizionali educano allo sport in maniera discriminatoria, inutilmente ed eccessivamente competitiva.

Le arti creative come lo skateboarding, invece, attingono alla dimensione fisica ed emotiva più intima, educano all’incontro, alla condivisione, all’integrazione.

Ognuno ha il suo stile, ognuno si racconta a suo modo e si sente libero. Non esiste uno “stile giusto” ed uno “stile sbagliato”.

Ok però dal 2020 lo skateboarding diventerà una disciplina olimpica. Questo significa che ci sarà una competizione e quindi un vincitore, o no?

Sì è vero. Anche se non sono ancora del tutto chiare le modalità con cui verranno valutati gli atleti in gara.

Non ti nascondiamo che all’interno del movimento non tutti sono convinti che sia coerente inserire lo skateboarding tra le discipline olimpiche, proprio per le ragioni che abbiamo spiegato sopra.

È pur vero che se si riuscisse a mantenere il vero spirito di questo sport sarebbe bellissimo aprirsi al grande pubblico, far conoscere a tutti la bellezza e la spettacolarità di questa attività.

In ogni caso sarà una vetrina importante per consentire allo skateboarding di uscire definitivamente allo scoperto, di mostrarsi al mondo ed ottenere la visibilità che merita, seppure con anni di ritardo.

Come vi immaginate questo sport e la vostra realtà tra qualche anno?

La TNT skate è in crescita costante. Sono sempre di più le persone che si avvicinano a questo sport. Questo impone di adeguare le strutture per gestire al meglio un flusso sempre maggiore di utenti, di appassionati. Abbiamo proposto all’amministrazione comunale un progetto per il completamente dello skatepark che consentirebbe anche una definitiva riqualificazione della zona. Speriamo possa trovare presto attuazione.

Abbiamo notato che lo skate park di Senigallia ospita sempre molti eventi, siete diventati un riferimento per tutta la provincia?

Senza dubbio. Senigallia negli ultimi anni ha ospitato molte manifestazioni di successo dimostrando che questa realtà merita grande attenzione e rispetto.

Che programmi avete per il futuro?

L’idea della nostra associazione, partendo dallo skateboarding, è sempre stata quella di partecipare alla proposta sportiva della città, coinvolgendo le nuove generazioni ma anche gli adulti.

Questo per far conoscere una realtà popolare ed interculturale, figlia di una cultura di strada ormai matura, che necessita di comprensione, spazi adeguati ed intuizione politica.

Autore: Fabrizio Ricciardi
Foto: Mirko Silvestrini