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Bullismo e Cyberbullismo: le differenze

Il bullismo è una forma di comportamento sociale che si manifesta in maniera violenta e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, che si ripete nel corso del tempo e viene attuata nei confronti di persone ritenute deboli. Possono manifestarsi due forme di bullismo, quella diretta e quella indiretta. La prima include il colpire, far cadere, portare via oggetti, dare nomignoli e prendere in giro qualcuno di persona, faccia a faccia; la seconda riguarda il denigrare o spargere voci false alle spalle di qualcuno per cercare di metterlo in cattiva luce o mettersi d’accordo per escludere apposta un soggetto da un gruppo.

Con il termine cyberbullismo si indica l’atto di bullismo compiuto da una persona – il cyberbullo – che, tramite dispositivi connessi al web, offende la vittima mediante la diffusione di materiale denigratorio (testi, foto e video). Si tratta di un uso inappropriato della rete con cui i ragazzi si scambiano contenuti violenti, discriminatori, rivolti a coetanei considerati “diversi” per aspetto fisico, abbigliamento, orientamento sessuale, classe sociale o perché stranieri.

La situazione attuale

Rispetto al fenomeno del bullismo, nel 2014, il 50% degli 11-17enni subìva qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento nei 12 mesi precedenti. Il 19,8% era vittima assidua – più volte al mese – di una delle tipiche azioni di bullismo. Per il 9,1% gli atti di prepotenza si ripetevano settimanalmente.

Relativamente al cyberbullismo nel 2014 in Italia il 22,2%% degli adolescenti tra 11 e 17 anni ne risultava coinvolto in qualche episodio (ISTAT, 2014) mentre il 5,9% subiva più volte al mese ripetuti cyberassalti. Recentemente è emerso che il 10% degli adolescenti tra 11 e 13 anni e l’8,5% tra 14 e 19 anni dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo (Osservatorio Nazionale Adolescenza, 2017).

La ricerca

Lo scorso mese (gennaio 2018) due studenti dell’Istituto Tecnico Corinaldesi di Senigallia nell’ambito della settimana di Alternanza Scuola-Lavoro – assistiti dalla redazione del magazine “Prospettive” e da alcuni psicologi della Vivere Verde Onlus – hanno condotto una ricerca su bullismo e cyberbullismo nel proprio Istituto. In che modo? Somministrando un questionario ai compagni di studi circa pensieri ed esperienze personali legate a forme di prevaricazione tradizionali e on line.

Su una popolazione totale di 472 studenti hanno risposto all’invito in 264, ovvero il 55,9% dell’intero Istituto. Il 51,7% dei partecipanti erano maschi mentre il 48,3% femmine. Principalmente la ricerca riguardava la presenza negli ultimi due mesi di vittime e bulli sia nel bullismo diretto ed indiretto sia nel cyberbullismo su cellulare e on line.

 

   

A seguire si riportano gli aggettivi maggiormente votati rappresentanti i sentimenti che i ragazzi provano in relazione a bullismo e cyberbullismo:

Conclusioni

Rispetto la media nazionale lo studio evidenzia una presenza inferiore di fenomeni legati sia al bullismo tradizionale (diretto e indiretto) che al cyberbullismo. A tal riguardo dal questionario è emersa la richiesta esplicita di organizzare cicli di lezioni o incontri di educazione e orientamento rispetto ai fenomeni di prevaricazione tra coetanei.

Concludendo possiamo dire che l’esperienza della ASL ha rappresentato un modello operativo e replicabile capace di strutturare azioni di ricerca psico-sociale coinvolgendo direttamente gli studenti in un ambito di co-progettazione tra scuola e azienda.

Riferimenti

Sono molte le iniziative intraprese dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) sul territorio nazionale, fra cui gli osservatori regionali permanenti sul bullismo, il portale URP social, primo social telematico realizzato da una pubblica amministrazione, il progetto generazioni connesseuno strumento orientato alla promozione sull’utilizzo sicuro dei nuovi media da parte dei più giovani – e il progetto Tabby (Threat Assessment of Bullying Behavior) per la valutazione della minaccia di cyberbullismo nei giovani).

Il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna gestisce un’interessante piattaforma web – Bulling & Cyber – in cui si mettono a disposizione progettualità, expertise, materiali educativi e programmi di intervento.

A livello della Comunità Europea negli ultimi anni è stato sviluppato un progetto che intende migliorare la sicurezza dei minorenni che usano la rete. Da tale progetto è nato il Safer Internet Day, uno strumento che intende promuovere campagne di sensibilizzazione (anche in Italia) riguardo l’utilizzo sicuro del web.

Al fine di contrastare il cyberbullismo il disegno di legge 29 maggio 2017-n.71 delinea una
strategia di azione integrata volta a prevenire il fenomeno, individuare e reprimere gli illeciti commessi così come proteggere le vittime.

DEFINIZIONI
(clicca le immagini per approfondire)

Autori: Damiano Cerioni e Mattia Giancamilli
Foto: Mirko Silvestrini