Fidapa – #20

234

Deficit culturale e precarietà

“Prospettive” si interroga: mancanza di leader o bisogno collettivo di crescita? Ospiti della puntata: Agnese De Santis e Nicola Mancini

Tutti i venerdì alle 19.00 su Radio Duomo Fm 95.2 Mhz

“Prospettive: il sociale si racconta in radio” torna a parlare di associazionismo femminile e di educazione scolastica, interrogandosi su quali strumenti consegnare alle nuove generazioni per affrontare la crisi istituzionale e identitaria che colpisce la società globale. Ospiti della puntata Agnese De Santis, referente di Fidapa sezione di Senigallia, e Nicola Mancini, Docente di Storia e Filosofia.

Fidapa, Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, è un’associazione composta in Italia da circa 11.000 socie ed appartiene alla Federazione Internazionale Ifbpw (International Federation of Business and Professional Women). Nata alla fine della prima guerra mondiale dal collocamento delle donne negli spazi lavorativi lasciati liberi dagli uomini impegnati in guerra, la Federazione è un movimento di opinione – spiega la referente – avente l’obiettivo di favorire iniziative e progetti che riguardano le donne in ambito lavorativo e sociale.
L’ingresso nel mondo Fidapa avviene tramite una vera e propria selezione, basata sull’analisi del curriculum vitae e sulla disponibilità di tempo che si può garantire alle attività della federazione – ci chiarisce l’ospite. A Senigallia, dove la realtà è ben radicata, è presente un gruppo costituito da under 35 denominato Young. Agnese, che ne fa parte, ci racconta del progetto “Cosmo, Competenze e successo nel mondo del lavoro” sviluppatosi nell’ultimo anno, e che le ha viste lavorare con una classe terza dell’Istituto Tecnico Corinaldesi. Gli studenti hanno avuto la possibilità di scegliere tra una serie di workshops oltre che acquisire competenze nuove grazie agli interventi di alcuni professionisti.

Parlando di Leader, argomento caro a Fidapa, Agnese considera tale colui che eccelle nel proprio lavoro, con competenze, adeguato livello di formazione, ma anche umanità. Per parlare del proprio ruolo, e tramite lo stesso definire situazioni politiche ed economiche, il leader deve essere anche un buon comunicatore – aggiunge.
“L’argomento ci tocca, come associazione di donne e in questo momento storico, perché parlare di leadership non deve essere una questione legata al genere”. Quella della Leadership, finora illustrata come un traguardo raggiungibile grazie a competenze e professionalità, è però una medaglia a due facce.
Il Leader è uno scalatore sociale, – osserva il professore Nicola Mancini – che necessariamente lascia dietro gli altri. Al di là delle competenze e della professionalità, requisiti ovviamente necessari per esprimere sé stessi ed esserne appagati, la riflessione verte sulla effettiva parità delle condizioni di accesso alle competenze. Il discorso sulla meritocrazia è falso perché non nasciamo tutti uguali. Il dibattito sulle competenze e sulla leadership non può prescindere dalla considerazione del contesto sociale, culturale, politico familiare ed emotivo di un individuo, aspetti che fanno la differenza. Una prospettiva, quella di Nicola, che alla centralità della persona antepone la centralità del gruppo, dove c’è spazio per lo sviluppo dell’individualità ma non dell’individualismo. All’idea di leadership e di società concorrenziale preferisco l’idea di una società cooperante. Ai miei ragazzi chiedo di imparare a cooperare e non a cogliere in fallo l’altro. Se l’altro è colto in fallo gli si da una mano per andare avanti.
In una società che incoraggia il culto della Leadership, il ruolo dell’educazione scolastica è importante, considerando che il senso di precarietà esistenziale avvertito dai giovanissimi è probabilmente alimentato anche dall’incombenza dell’affermazione professionale.
A proposito della paura del futuro, Nicola ci spiega come i ragazzi siano spesso molto insicuri perché non gli è stato insegnato a vivere il rischio di essere liberi. Sbagliare è diventato un trauma, perché non si ha la capacità di prendere in mano il proprio destino. A fonte di ciò, la scuola che ci descrive il Prof. Mancini oggi appare strutturata come un’azienda, dove si “misura” l’attività didattica, gli studenti sono “clienti” e le competenze strumenti per calibrare il comportamento umano come macchine in una fabbrica.

Brani scelti da Agnese De Santis e Nicola Mancini
1# Marvin Gaye & Tammi Terrel – Ain’t no Mountain High Enough
2# Earth Wind and Fire – September
3# Brunori SAS – L’Uomo Nero
4# Zen Circus – Viva

Programma condotto da Fabrizio Ricciardi
Scritto da Claudia Giacomini

Ascolta la puntata precedente con ospiti Dario Romano e Milena Truccia del CSV Marche

CSV Marche – #19