La violenza contro le donne: meccanismo sociale di subordinazione

L’Avvocato Sabina Sartini, Presidente dell’Associazione Dalla parte delle donne, ci illustra le caratteristiche del rapporto maltrattante.

Tutti i venerdì alle 19.00 su Radio Duomo Fm 95.2 Mhz

Di grande rilievo la puntata di Prospettive, il sociale si racconta in radio andata in onda lo scorso otto marzo. L’argomento scelto, delicato ed estremamente attuale, è quello della violenza contro le donne.  L’Associazione, presente sul territorio dal 2002 e con sede a Senigallia in Piazza Garibaldi, è composta da un’équipe di circa venti operatrici provenienti da diversi ambiti professionali, a disposizione anche solo per ascoltare garantendo l’anonimato.

Per la donna è molto difficile parlare di ciò che subisce dall’uomo maltrattante, spiega la Presidente. L’Associazione si pone in primis l’obiettivo di agevolare la donna nell’esteriorizzare il proprio vissuto, attraverso un percorso di consapevolezza. La donna inizialmente cerca di normalizzare quanto accaduto, per questo ha bisogno di decodificare la violenza subita. Dopo averle illustrato gli strumenti legali sceglie in piena libertà come proseguire, eventualmente anche di non denunciare. Ogni 15 giorni, il sabato mattina, un gruppo di auto mutuo aiuto favorisce il confronto, dando forza alla vittima di violenza, che si vergogna, si sente isolata ed è convinta di essere l’unica ad aver subito maltrattamenti.

dalla parte delle donne

L’aspetto dell’assoggettamento è un meccanismo alimentato da diversi fattori. Tra questi, la difficoltà di riconoscere il maltrattamento, in quanto agito dall’uomo che si era scelto per la vita, la possessività e la gelosia del maltrattante, che portano la donna all’ isolamento. L’uomo inoltre utilizza i figli per usare violenza, minacciando la donna che le verranno portati via o, dopo la separazione, utilizzandoli per continuare a parlare male della madre. Altro fattore è quello dell’insufficienza del reddito. Spesso nel rapporto maltrattante è la donna che deve rinunciare al lavoro. Quando la donna non ha più la sua capacità economica, l’assoggettamento si fortifica ulteriormente perché diventa altro motivo di ricatto psicologico. La violenza non è solo fisica, ma anche economica e psicologica e la donna arriva in associazione “asfaltata”, non sa più cos’è fuori dal rapporto.

La violenza è ciclica, spiega la Presidente, e ciò confonde la donna. All’inizio riceve dal compagno un affetto spropositato che la porta ad affidarsi totalmente, ma poi inizia la violenza. La donna quindi si allarma e l’uomo abbassa il livello, per poi ricominciare con le vessazioni. Molte donne che vengono da noi ci dicono “questo ciclo è sempre più stretto”.

Il fenomeno della violenza di genere è un fenomeno culturale che riguarda tutti, non solo la vittima. La società invece tende a normalizzare la condotta dell’uomo. Sembra esserci una certa difficoltà nel prendere una posizione netta a favore della vittima di fonte a questo fenomeno, e la donna ne è consapevole.

Questa considerazione bene si inserisce nel solco dell’attuale dibattito politico.

Il disegno di legge c.d. Pillon, dal nome di uno dei senatori che lo ha presentato, è la risposta alla tendenza diffusa a non valutare correttamente la portata del fenomeno, oltre che a non considerare altri importanti aspetti che ineriscono alla disparità tra l’uomo e la donna. Tra i punti più dibattuti del testo c’è quello riguardante la mediazione obbligatoria. La Convenzione di Istanbul vieta l’utilizzo di metodi alternativi di risoluzione delle controversie, inclusa la mediazione, quando si affronti un caso di violenza sulle donne, ci spiega l’Avvocato Sartini. Quest’ultima ribadisce che nel rapporto maltrattante c’è una subordinazione della donna rispetto all’uomo, per questo la mediazione non è percorribile.

Quest’anno la ricorrenza dell’otto marzo ha un sapore particolarmente amaro. In un momento in cui si assiste all’ennesimo tentativo di superamento degli obblighi internazionali in materia di diritti umani, a favore di gravi dinamiche di diseguaglianza, non possiamo che sperare nel quotidiano impegno di associazioni come Dalla parte delle donne.

Brani scelti dai componenti dell’Associazione “Dalla Parte delle Donne”
1# The Police – Every Breath You Take
2# Patti Smith – Because the Night Belongs to Lovers
3# Tracy Chapman – Behind the Wall
4# Babyface feat. Stevie Wonder – How Come, How Long
5# Fiorella Mannoia – Combattente

 

Programma condotto da Fabrizio Ricciardi
Scritto da Claudia Giacomini

Ascolta la puntata precedente con ospite Emanuela Sbriscia Fioretti dell’Ambulatorio Solidale “Paolo Simone” Moundodè

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