Al via la rassegna musicale “Exodus: gli echi della migrazione” a Fano Jazz By The Sea 2018

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Dal 23 al 28 luglio, nell’ambito della 26ᵃ ed. di Fano Jazz by the Sea 2018, prenderà il via la 3ᵃ ed. di Exodus: Gli echi della migrazione. Il suggestivo scenario della Pinacoteca San Domenico di Fano in via Arco d’Augusto a Fano, il palco di Exodus, ospiterà ogni giorno alle 18:30 sei solo concerts (ingresso libero) di musicisti dalla formazione musicale etnica, jazz e world music. Le avvolgenti atmosfere acustiche della ex Chiesa di San Domenico, ancora una volta, avranno il compito di amplificare gli echi delle voci e delle sonorità dei migranti. La musica jazz, come fenomeno culturale migratorio per antonomasia, rappresenta uno dei “porti” più sicuri in cui poter approdare, diffondere messaggi di solidarietà e momenti di riflessione sui temi relativi all’integrazione, alla condivisione e alla dignità umana, oggi più che mai necessari ed urgenti.

Si inizierà lunedì 23 luglio con Mustafa Aza musicista curdo-iracheno che, accompagnandosi con l’Oud – il liuto a manico corto della tradizione persiano-araba – canterà canzoni tradizionali curde e moderne arabe. Martedì 24 Exodus ospiterà il jazz-pop-folk della norvegese Mari Kvien Brunvoll (voce, campionamenti del vivo, elettronica, kalimba, cetra, percussioni) mentre mercoledì 25 si esibirà il marchigiano Daniele di Bonaventura col suo bandoneon.

Giovedì 26 doppio appuntamento con Amir Gwirztman (sassofoni, clarinetti, cornamuse, argul, ney, duduk, flauti) da Tel Aviv e poi a seguire, presso la Chiesa San Pietro in Valle, l’Ensamble di due Cori Polifonici “Anima Mundi suoni e armonie di voci dal mondo”: dai canti popolari emiliani al tango argentino, dalla musica del sud Africa, passando per il nord Europa e per i Balcani, un suggestivo viaggio attraverso le tradizioni musicali del mondo che unisce narrazione, coro e musica. Venerdì 27 sarà la volta di Francesco Bearzatti al sax tenore, clarinetto e live electronics mentre sabato 28 il vibrafonista Pasquale Mirra (glockenspiel, vibrafono, percussioni, campane tibetane, oggetti) chiuderà la rassegna. L’intero programma è disponibile nel sito di Fano Jazz Network.

La rassegna di Exodus: Gli echi della migrazione sarà simbolicamente inaugurata da Mustafa Aza musicista, cantante e compositore di origini curdo-irachene. Nato nel 1987 da una famiglia curda di religione mussulmano-sunnita a Erbil – capoluogo del Kurdistan Iracheno e città baluardo contro l’avanzata dei jihadisti dello Stato islamico (Isis) nel nord dell’Iraq – Mustafa Aza suonerà un repertorio caratterizzato da una personale sintesi tra la tradizione musicale curdo-siriana e sonorità ed atmosfere islamiche.

Le complesse e drammatiche conflittualità politiche ed etnico-religiose mediorientali hanno forzato Aza e la sua famiglia a migrare di volta in volta in diverse città come Mosul, Rabia, Baghdad ma ancora Siria, Turchia, Germania e, infine, Italia.

Durante tale pellegrinaggio per la conquista della libertà Mustafa ha dovuto confrontarsi con turbolenze multietnico-religiose così come con molteplici vicende esistenziali ed umane. La sua musica, dunque, vuole essere una personale e costruttiva soluzione finalizzata a coniugare esperienze altrimenti destrutturanti e di difficile assimilazione psicologica, sociale e culturale. In tal senso la testimonianza umana e musicale di Mustafa Aza risulta essere di fondamentale importanza per la Rassegna Exodus e per il Fano Jazz Festival tutto.

Nei testi delle sue composizioni musicali si trattano temi relativi alle vicende esistenziali personali ma anche relativi ad aspetti politici, conflittuali e migratori. Mustafa ci racconta che ha studiato canto e l’Oud presso la scuola di musica “Kaled ben Qualid” di Mousul. L’Oud è un antico strumento dalla sonorità ipnotica simile ad un liuto a manico corto proveniente dalla tradizione persiano-araba e rappresenta un pilastro fondamentale della tradizione araba e della musica araba stessa. Mohamed Al Qasabgi, Farid Al Atrash, Riyad Al Sunbati, Munir Bashir, Mohammed Abdel Wahab e Khalid Mohammed Ali sono alcuni tra i musicisti e compositori che hanno saputo creare con tale strumento spartiti unici ed esecuzioni affascinanti.

 

Nelle foto Mustafa Aza

Alcuni scatti di “Exodus: gli echi della migrazione” 2017

 Articolo e fotografie a cura di Mirko Silvestrini